Come eravamo
Nel 1932 nasce la "Officina Meccanica Pietro Sarti".
Il titolare di quel modesto "atelier" era uno che di meccanica di precisione se ne intendeva:
per passione e per studio. Il "Signor Pietro" aveva otte-nuto, nel 1914, il diploma di
idoneità per il "disegno di macchina" frequentando i corsi serali del prestigioso Istituto
Aldini-Valeriani di Bologna.
Una qualifica che, allora, era un privilegio di pochi.
Il lavoro non mancava e pian piano l'officina che aveva iniziato con un solo tornio parallelo,
una fresatrice ed un trapano, cominciò ad espandersi finché all'inizio degli anni 50 si
cominciarono a realizzare i primi telescopi e le attrezzature per i laboratori tare e analisi
degli zuccherifici.
Questa produzione è continuata fino all'inizio degli anni settanta con realizzazioni sempre
più impegnative.
Causa la crisi dell'industria saccarifera e l'incertezza dei finanziamenti per l'astronomia,
alla metà degli anni settanta inizia una riconversione della produzione aziendale che si
focalizza sull'allora nascente tecnologia del controllo numerico applicato alle macchine
utensili.
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Tratto dalla monografia edita dall'osservatorio astronomico di Padova in occasione della
inaugurazione del telescopio.
L'intera montatura meccanica fu studiata dai nostri tecnici e costruita pezzo per pezzo
presso la Meccanica Sarti di Bologna, che già aveva dato prova di capacità ed esperienza nella
costruzione dei due telescopi Schmidt.
Non fu facile impresa. Ogni parte dovette essere disegnata, discussa, modificata dai nostri
astronomi e tecnici e da quelli, non meno abili, della Meccanica Sarti e le opinioni furono
talvolta discordi.
Ma in definitiva si giunse a un risultato più che eccellente. Il telescopio che qui vedete
innanzi a voi, e già stato collaudato in cielo e alle eccezionali doti di robustezza unisce la
precisione dei movimenti, la docilità di manovra, l'esattezza del puntamento.
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